Laser Office s.a.s di Magnaterra Alessandro & C.

Micro-server, micro-client

Posted by Alessandro su 25 maggio 2010


Ad 1 anno di distanza dal mo precedente articolo “pc supereconomici in tutti i sensi“, onore e gloria a “IlPini” ke pubblica sul forum di sysadmin.it un articolo su cm realizzare un micro-server interconnesso a internet 24h su 24 a bassissimo consumo e buone prestazioni. Consigli e proposte a gogò, alcune ke nn avrei mai pensato. Ecco a voi:

Sono alla ricerca di computer economici, piccoli e poco assetati di elettricità.
Economici: al massimo 130 euro.
Piccoli: al massimo cinque pacchetti di sigarette affiancati.
Elettricità: al massimo 20 watt.

Computer del genere non sono certo adatti a ricoprire il ruolo del server enterprise, ma possono avere i loro utilizzi.
Nella fattispecie, *oggi* sono alla ricerca di un “piede nella porta” di una LAN remota: un microserverino da tenere sempre acceso, 24h su 24, che faccia da SSH server, WOL-proxy, SNMP-proxy e (volendo) monitorizzatore della LAN con tutti i client e dispositivi assortiti. Probabilmente con Linux. Deve essere piccolo, discreto, parco e non seccare il cliente con una esigenza che è fondamentalmente mia e non sua: accontentarlo a modo mio. 😉
So che anche altri frequentatori del forum talvolta cercano qualcosa di simile, quindi vorrei contribuire. C’è la possibilità che a vostra insaputa l’hardware che state cercando sia già in vostro possesso. 🙂
Nel seguito violerò diverse volte i miei stessi parametri di ricerca, poiché non si può ottenere sempre tutto. Inoltre, magari i requisiti di qualcun altro sono meno stringenti dei miei.

A proposito, un avvertimento generico: se acquistate dall’estero, ricordatevi che la dogana può interferire anche pesantemente sul prezzo finale, in maniera sostanzialmente imprevedibile dal comune mortale.

Ho individuato diversi tipi di dispositivi adatti al ruolo, li elenco più avanti. Vi dico da subito che IMHO i più interessanti tutto considerato sono il primo e l’ultimo.
Purtroppo, nulla di quanto segue è basato sulla mia esperienza diretta, ma solo da estese ricerche (uhm… diciamo qualche lustro a seguire passivamente da lontano il mercato e tre giornate di intensa ricerca attiva fra blog, manuali, forum e siti ufficiali). Mi duole ammettere che le mie conoscenze sono solo teoriche.
Si accettano quindi suggerimenti: mi piacerebbe sapere se mi sono perso qualche modello; e magari se ne avete utilizzato qualcuno, vorrei avere le vostre impressioni.
Per la cronaca, non lavoro per alcuna delle aziende citate. 🙂 Il mio interesse è solo quello di informare e informarmi.

Partiamo (apparentemente) col piede sbagliato: partiamo dai router.

In assoluto, il dispositivo che più di frequente “infesta” le mie ricerche è il modem/router/switch/access point Linksys WRT54GL, modificato con firmware custom DD-WRT, OpenWRT o simili.
Pur non avendolo mai utilizzato, sarei pronto a comprarlo a occhi chiusi, talmente ne ho sentito parlar bene *da anni*, anche da conoscenti diretti.
Questo specifico modello è stato costruito dalla Linksys praticamente su richiesta diretta della community di utilizzatori (furbi alla Linksys: hanno fiutato l’opportunità commerciale), con più memoria RAM e NV dei modelli WRT54G (senza la L), ci hanno montato sopra Linux (la suddetta L) e *casualmente* è hackabile con firmware modificati. Praticamente diventa un computer Linux non troppo potente ma con funzioni dedicate a routing e wireless (e VOIP, e NAS, e…) Non ha uscita monitor (cioè è headless), si utilizza via interfaccia web o facendo il login tramite SSH. Ah, ovviamente, vista la natura dell’hardware di base, ha incorporate due interfacce di rete (WAN e LAN) Ethernet a 10/100 Mbps, con la LAN che “esce” su uno switch a quattro porte. 🙂 Ah, sì, e un access point a 54 Mbps incorporato. 😀
È uscito anni fa, ma purtroppo non riesco a capire quale dei vari router recenti della Linksys può essere considerato suo degno successore. Nessuno, credo, visto che è tutt’ora in vendita.
Oggi, senza troppo cercare, lo trovo nuovo online a 49 euro IVA inclusa, spedizione esclusa. Se dovessi scegliere principalmente in base al prezzo, sceglierei questo senza battere ciglio.
http://en.wikipedia.org/wiki/WRT54GL#WRT54GL
http://www.linksysbycisco.com/IT/it…ts/WRT54GL
http://en.wikipedia.org/wiki/DD-WRT
http://en.wikipedia.org/wiki/OpenWrt
http://en.wikipedia.org/wiki/Tomato_Firmware
http://en.wikipedia.org/wiki/List_o…e_projects

Anche gli altri modelli WRT54G (senza la L) sono modificabili via firmware, quasi tutti, con diversi gradi di funzionalità acquisite.
L’unico sottomodello hardware che fino ad oggi non è assolutamente modificabile per limitazioni di chipset/memoria è la versione 7 (excursus murphico: che sottomodello avevo comprato io tempo fa prima di conoscere DD-WRT?..)
http://en.wikipedia.org/wiki/Linksys_WRT54G_series#Hardware_versions_affect_firmware_compatibility (stessa pagina di prima…)

Anche altri router di altre marche seguono lo stesso concetto. Eviterò di elencarli tutti, soprattutto perché non ho dati sull’affidabilità, sulle prestazioni e sulla facilità di flashing del firmware dei vari modelli.
Ecco però i link gli elenchi di compatibilità dei tre firmware su cui mi orienterei:
http://www.dd-wrt.com/wiki/index.php/Supported_Devices
http://oldwiki.openwrt.org/TableOfHardware.html
http://www.polarcloud.com/tomatofaq#what_will_this_run_on
Nota: in questi elenchi viene citato anche qualche NAS. 🙂

Ho un paio di “siti” in cui il gateway è un Linksys WAG200G. Mi era sfuggito il progetto OpenWAG200, l’ho scoperto *oggi*. Lo seguirò certamente, peccato sia una beta version. Meno male che ogni tanto rileggo le pagine per vedere se mi era sfuggito qualcosa…
Credo che il WAG200G oggi non sia più in vendita. I proprietari mi dicono entrambi che l’hanno acquistato circa un anno fa per una non meglio rammentata cifra sicuramente inferiore ai 100 euro.
http://www.linksysbycisco.com/IT/it/support/WAG200G
http://openwag200.org/

La lettone Mikrotik l’ho conosciuta quando ho scoperto l’applicazione The Dude. I suoi router fanno concorrenza ai Cisco (affermazione altrui di cui non mi azzardo nemmeno a verificare la veridicità 🙂 ), hanno una gamma di modelli che nella scala dei prezzi scende sufficientemente in basso per i nostri scopi e pare siano flashabili con OpenWRT e simili.
Questa categoria meriterebbe *molta* più attenzione di quella che le posso concedere, dal momento che la Mikrotik ha sviluppato un intero sistema operativo dedicato, il RouterOS. A occhio e croce, si potrebbe pensare che le schede siano già a posto con l’OS dedicato, ma 1) non ho mai capito se il RouterOS (che non è gratuito) è compreso nel prezzo dell’hardware e 2) non ho mai studiato nemmeno da lontano il RouterOS e quindi non ne conosco le capacità.
http://routerboard.com/
http://www.mikrotik.com/

Un’altra soluzione è abusare di un NAS.

Per esempio, il Linksys NSLU2, che sembrerebbe una delle opzioni più popolari da questo punto di vista.
Ethernet a 10/100, prese USB (formalmente per collegare HD esterni per poter fare il NAS), flashabile con firmware di terze parti, con risultati analoghi a quanto già esposto. Alcuni dei firmware per router già citati sono compatibili con questo NAS. È anche possibile installarci sopra diverse distribuzioni di Linux e BSD.
Wikipedia lo dà per terminato nel 2008, ma la Linksys Italia lo elenca ancora come modello attuale.
Online a 86 euro IVA inclusa, spedizione esclusa.
http://en.wikipedia.org/wiki/NSLU2
http://www.linksysbycisco.com/IT/it/products/NSLU2
http://en.wikipedia.org/wiki/Unslung
http://en.wikipedia.org/wiki/SlugOS
http://www.nslu2-linux.org/

Altri NAS:
http://www.nslu2-linux.org/ (colonna a sinistra)
http://buffalo.nas-central.org/wiki/Main_Page

Un computer completo potrebbe essere un’opzione, consumo elettrico a parte. Purtroppo quanto segue è fuori budget di parecchio, ma il mercato dell’usato (o il riciclaggio di hardware precedentemente acquistato) potrebbe ridimensionare notevolmente il costo.
Quindi, perché non utilizzare un notebook? A seconda del modello, potrebbe già essere equipaggiato con tutto quello che serve, seconda scheda di rete a parte. Quello che non ha può essere facilmente aggiunto con le notevoli capacità di espansione di un computer “normale”.
Un netbook da 7″ sarebbe una buona scelta per me, considerata la possibile sporadica necessità di un monitor LCD “locale”. Altri, lo so, definirebbero quanto sopra “overkill”. 😉

Parlando di overkill, esaminiamo ora il fit-PC della CompuLab, un aggeggino israeliano di cui mi sono quasi innamorato quando cercavo l’hardware adatto per il front-end di MythTV.
Se non ne avete mai sentito parlare, sarà meglio prima darvi i link, o potreste non credermi. 🙂
http://www.fit-pc.com/web/fit-pc2/fit-pc2-specifications/
http://www.compulab.co.il/fitpc2/html/fitpc2-datasheet.htm
http://www.fit-pc.com/web/fit-pc2/fit-pc2i-specifications/
http://www.compulab.co.il/fitpc2i/html/fitpc2i-datasheet.htm
http://www.microsystems.it/Distribuzioni/Automazione/Compulab (distributore italiano)
http://www.fit-pc.it/ (distributore italiano, sito dedicato)
Diciamo subito che anche questo è fuori budget. Si parla di oltre 200 euro.
In compenso è un computer completo, piccolissimo, senza ventole, con CPU Atom Z530, grafica di conseguenza (nome in codice Poulsbo, playback HD a 30 FPS), una o due NIC gigabit, wireless opzionale, ci gira Linux, ci gira Windows, consuma un nientesimo di corrente elettrica.
Non appena il Poulsbo gira come si deve su Linux, è mio!

Mi hanno detto in tanti: “Ma piglia dei Mac Mini, no?”
No.
Per principio.
Avevo quasi deciso di comprarmelo. Davvero. Per casa mia.
Due giorni dopo hanno annunciato l’abbandono del PowerPC.
Me so’ offeso, ecco. 😦
M’è rimasta qui.
N.B.: 😀

Altri dispositivi del genere, ma IMHO senza lo stesso “carisma” (tra l’altro sforano quasi tutti il budget):
https://www.excito.com/bubba/buy/shop.html (Bubba Two, svedese)
http://www.ewayco.com/51-embedded-systems-100-PC-mini-ITX-low-cost/100-tu-low-cost-pc-thin-client-embedded-system.html (TU, TS, TH Mini PC, taiwanese)
http://www.compactpc.com.tw/ (eBox, taiwanese, da non confondere con l’omonima piattaforma software spagnola)
http://www.linutop.com/index.en.html (Linutop 2 e 3, francesi)
http://www.via.com.tw/en/products/embedded/artigo/ (Artigo, taiwanese)

Passiamo adesso alla categoria dei serverini headless. Li chiamano “server” per modo di dire… a occhio e croce solo perché è difficile immaginare un client headless… 😀
C’è molta carne al fuoco qui, ai limiti dell’embedded, principalmente adatta al professionista incallito dell’hardware, all’avventuriero del fai da te, all’ingegnere sperimentatore, un incrocio fra Steve Wozniak e Indiana Jones… la persona, cioè, che non teme le complicazioni derivanti dal dover (che so) cercare in Germania il case adatto alla scheda madre che ha appena comprato in Canada. Sì, sto esagerando in un vano tentativo di umorismo, sì. 😀
Comunque, se vi lascia perplessi l’idea di installare Linux su un computer senza monitor, per voi quest’elenco termina alla categoria precedente. 😉
Tenete presente che parte dei dispositivi che seguono vengono considerati dai produttori come apripista per gli sperimentatori, gli sviluppatori di sistemi completi, gli integratori. L’idea è spesso quella di vendere *a voi* un sistema di sviluppo a costo relativamente maggiore, farvi sviluppare il *vostro* prodotto col *loro* hardware, farsi acquistare *da voi* un milione di pezzi, che poi *voi* rivenderete come prodotto completo *a me*. Io non conterei sul mio stipendio per sostenere il vostro modello di business. :->
In genere però nessuno vi impedisce di acquistare 3 sistemi di sviluppo, buttarci sopra la prima distro Linux che vi capita fra le mani e installarli in pianta stabile presso i vostri clienti. Tanto per dire, è proprio quello che voglio fare io.

Cominciamo con i microserver della Plat’Home. Con l’OpenBlockS 600 abbiamo in mano (letteralmente: guardate le foto) un server fatt’apposta per Linux (si sono fatti pure la foto con Linus Torvalds… 🙂 )
CPU PowerPC, fanless, flash ROM, RAM da 1 GB, Compact Flash interna, 2 NIC gigabit, 2 seriali, 2 USB, JTAG.
Mi rimane il dubbio se l’abbiano nominato OpenBlockS 600 perché il processore gira a 600 MHz o perché costa 600 dollari…
http://openblocks.plathome.com/products/600/
http://www.plathome.com/

L’alix2d2 della PC Engines è una delle schede embedded che ho rigirato nella mia mente per un po’ di tempo. Se avessi più tempo libero, mi ci sarei dedicato per hobby. Purtroppo il tempo è denaro, e questo mi avrebbe portato a sforare di molto il budget del progetto professionale.
http://www.pcengines.ch/alix2d2.htm
Il lettore astuto noterà una certa mancanza di case attorno alla scheda. È questo uno dei casi in cui bisogna ravanare nel sito alla ricerca di una soluzione adatta alle proprie esigenze, e se non c’è, inventarsela con le risorse messe a disposizione. In effetti anche la già citata CompuLab vende i singoli componenti, ma offre anche il prodotto finito e pronto all’uso. Qui la situazione è un pochino più di prima linea: basti notare il BIOS utilizzato dall’alix2d2. Se la cosa non vi è d’impaccio, fatevi sotto.
http://www.pcengines.ch/alix.htm
http://www.pcengines.ch/order1.php?c=2
http://www.pcengines.ch/embedpc.htm (pro e contro dell’embedded)
http://www.pcengines.ch/resource.htm
http://shop.varia-store.com/index.php?language=it (distributore italiano)
http://www.wispmax.com/ (altro distributore italiano)

La cinese FriendlyARM produce hardware interessante e pieno di appeal per l’integratore e l’hobbyista (o il pazzo). Proprio per questo l’ho dovuto a malincuore scartare. Potrebbe però interessare voi.
http://www.arm9.net/
http://www.andahammer.com/ (distributore in lingua non-cinese)
http://www.andahammer.com/mini3/ (il Mini35, per esempio)

La BeagleBoard, statunitense, credo, basata sui processori OMAP. Sigh, vedi sopra (hobbyista).
Quando cercavo un front-end per MythTV avevo valutato l’attuale incarnazione della BeagleBoard (con l’OMAP 3) come appena insufficiente per il video HD. Come computer in sé sembra abbastanza decente.
Per quanto riguarda la potenza futura, tenete presente che con i nuovi OMAP 4 (e 5, mi dicono, boh?) altri produttori stanno costruendo *telefoni cellulari* in grado di riprodurre video HD.
http://beagleboard.org/

Arduino. Italiano. Evviva! 😀
Mi piace da morire, ma purtroppo mi porta fuori strada. Non è quello che cerco professionalmente, e io (mal)tratterei da dilettante hobbyista quello che invece è uno strumento per professionisti. Non fa per me. Forse fa per voi.
http://it.wikipedia.org/wiki/Arduino_%28hardware%29
http://en.wikipedia.org/wiki/Arduino
http://www.arduino.cc/

In questa categoria possiamo far ricadere anche la già citata Mikrotik, con le schede nude RouterBoard. Se proprio ci si vuole fare del male assemblando da sé un prodotto che si potrebbe comprare già pronto.
Link (già visti):
http://routerboard.com/
http://www.mikrotik.com/

Concludiamo con quello che secondo me è il piatto forte, ossia la crescente ondata dei plug computer.
Non trovo più i riferimenti ai primi plug computer di cui avevo sentito parlare molti mesi fa, quindi questa trattazione si riduce ai soli prodotti Marvell-derivati.
La statunitense Marvell, che produce molti dei chip dentro diversi computer e hard drive, ha sviluppato la serie di system-on-a-chip denominata Kirkwood, dotato di un core ARM Feroceon a 1.2 GHz denominato Sheeva.
Di seguito ha progettato (o ha fatto progettare, non sono riuscito a chiarirlo) uno straccio di specifiche di riferimento per un plug computer, ossia uno scatolotto da cui sporge una spina elettrica. Si infila la spina elettrica nella presa a muro e il computer è pronto. Essendo basato su un SoC, consuma molto, molto poco: qualche watt.
Poi la Marvell ha fatto in modo che i suoi partner commerciali progettassero dei plug computer “di prova” e altri, come dire, “definitivi”.
Tenete presente che parte dei dispositivi che seguono vengono considerati dai produttori come apripista per gli sperimentatori, gli sviluppatori di sistemi completi, gli integratori. L’idea è spesso quella di vendere *a voi* un sistema di sviluppo a costo relativamente maggiore, farvi sviluppare il *vostro* prodotto col *loro* hardware, farsi acquistare *da voi* un milione di pezzi, che poi *voi* rivenderete come prodotto completo *a me*. Io non conterei sul mio stipendio per sostenere il vostro modello di business. :->
In genere però nessuno vi impedisce di acquistare 3 sistemi di sviluppo, buttarci sopra la prima distro Linux che vi capita fra le mani e installarli in pianta stabile presso i vostri clienti. Tanto per dire, è proprio quello che voglio fare io.
Mmmh… Non so… Ho come la vaga impressione di aver già scritto qualcosa di simile…
http://www.marvell.com/products/processors/embedded/kirkwood/
http://www.marvell.com/products/processors/embedded/kirkwood/plug.html
http://www.marvell.com/platforms/plug_computer/
http://www.marvell.com/platforms/plug_computer/plug_dev_kit.html
http://plugcomputer.org/
http://www.plugcomputer.org/index.php/us/buy

È nato così il Globalscale SheevaPlug.
Oramai è superato, ma proprio per questo il prezzo è calato, e può essere adatto a diverse applicazioni. 77 euro IVA non so, spedizione esclusa.
Esiste anche una versione con eSATA.
La Globalscale è uno dei suddetti produttori di massa di prodotti altrui, ma produce anche prodotti suoi di cui vi produrrò una descrizione più avanti. 🙂 Quindi ribadisco: lo SheevaPlug in sé è una piattaforma *di base*, sulla base della quale si basano poi altri prodotti. A causa delle economie di scala, un prodotto completo di terze parti può finire col costare meno dello SheevaPlug, quindi non sono affatto sicuro che quest’ultimo sia competitivo. State in guardia.
Ehi, a questo punto i monitor via USB non sembrano più tanto scemi, eh? 😉
http://en.wikipedia.org/wiki/SheevaPlug
http://www.globalscaletechnologies.com/p-26-sheevaplug-dev-kit-europe.aspx
http://www.globalscaletechnologies.com/t-sheevaplugdetails.aspx
http://www.newit.co.uk/shop/products.php?cat=5 (distributore/rimarchiatore)

La filippina Ionics Plug, altro produttore di massa, mette a disposizione ben quattro modelli diversi, nominati tutti secondo il tema del cloud computing: Nimbus, Cumulus, Stratus e Cirrus.
La casa madre Ionics EMS è… be’, è un EMS, nonché un OMD, ossia si occupa di Electronic Manufacturing Services (fabbrica e fa manutenzione a componenti elettronici per conto terzi) ed è un Original Design Manufacturer (progetta e fabbrica per conto terzi). Solito tema: è possibile ordinare un development kit, oppure rivolgersi a chi ha già customizzato; per esempio, se non ho capito male, alla HatchWorks per il PlugServer (che però non è ancora disponibile nonostante sia stato annunciato più di tre mesi fa). Il discorso delle economie di scala si applica probabilmente anche qui.
http://www.ionicsplug.com/nimbus.html

http://www.plug-server.com/

Link già visto: http://www.marvell.com/platforms/plug_computer/plug_partners.html
Qui c’è un elenco di partner della Marvell che non ho ancora esplorato completamente. Parte di essi producono tramite Globalscale e Ionics Plug. Prima di capire i collegamenti fra le varie aziende, avevo dato una rapida ma promettente occhiata al TonidoPlug (chiaramente prodotto dalla Globalscale) e al PogoPlug della CloudEngines (che temo sia improponibile a un target maschile, guardate il case e giudicate da soli…). In effetti le specifiche, le forme e i prezzi quasi uguali di tre o quattro di questi apparecchietti mi avevano fatto sospettare una origine comune. 🙂 Ci sono arrivato in seguito quando ho scoperto il punto di partenza.

E torniamo alla Globalscale per il gran finale. 🙂 Il GuruPlug Server Plus.
‘sto coso è di base lo SheevaPlug con la livrea IMHO migliore che abbia visto fin’ora, con due NIC gigabit, due USB 2.0, eSATA 3 Gbps, slot micro SD interno, slot micro SD esterno, mezzo giga di RAM, mezzo giga di flash RAM, WLAN, Bluetooth, JTAG, U-SNAP. Ah, supporta Linux. Ah, costa 101 euro IVA non so, spedizione esclusa.
Di sicuro uno di questi entra in casa mia appena possibile. Dai clienti non lo so, mi sa un po’ di overkill.
Ne esiste anche una versione inferiore, il GuruPlug Server Standard: una sola NIC, niente eSATA, niente SD. 78 euro IVA non so, spedizione esclusa.
http://www.globalscaletechnologies.com/p-32-guruplug-server-plus.aspx
http://www.globalscaletechnologies.com/p-31-guruplug-server-standard.aspx
http://www.globalscaletechnologies.com/t-guruplugdetails.aspx
http://www.newit.co.uk/shop/products.php?cat=11 (distributore)

Conclusioni.
La decisione dipende da molti fattori. Alla fine dei giochi, si arriva quasi sempre a un compromesso. Quindi io elencherò semplicemente i miei preferiti a pelle e a naso, dal momento che gli altri fattori non sono qui ponderabili.

Il primo pensiero va sicuramente al Linksys WRT54GL modificato via firmware. Noto, affidabile, praticamente il re dei router moddati. Economico, per di più.

Lo SheevaPlug originale (quello da 77 euro) sembra la scelta giusta per quelli ai quali va stretto un router. Più espandibile, un Linux completo, fisicamente più piccolo, possibilità di tastiera e mouse, volendo anche un monitor esterno.

Il GuruPlug Server Plus è praticamente una bbestia (con due b). Voglio dire, io ho cominciato con il Sinclair ZX81, ma vi rendete conto dell’evoluzione in questi ultimi pochi lustri? 😀 Un solo GuruPlug con due HD esterni può ricoprire ruoli che qualche anno fa hanno *richiesto* 4 tower separati, con 4 monitor a tubo catodico. Costicchia, ma non troppo, e compreso nel prezzo ci sono i cosiddetti bragging rights. 😉

Il fit-PC2 (non il 2i) se serve il video HD. Ho poco da argomentare, qui: come avevo detto, a pelle.

Ho finito.
Spero che possa essere d’aiuto a qualcuno. Che il dio dei sistemisti possa sorridere sulle vostre scelte. 🙂

Una Risposta to “Micro-server, micro-client”

  1. […] messaggio scritto da Alessandro e sincronizzato da laseroffice.wordpress.com – link diretto: https://laseroffice.wordpress.com/2010/05/25/micro-server-micro-client/ […]

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